Val di Mello… in-grassata

Nella mai tranquilla Val di Mello molti massi sono stati imbrattati con del viscidissimo grasso di maiale spalmato sugli appigli dei più bei boulder intorno al parcheggio.

LA NOTIZIA

C’è un’altra “tegola” nella mai tranquilla Val di Mello e questa volta la causa non sono né le centraline né le costruzioni di dubbio impatto ambientale (problemi sui quali le proteste sono ancora in corso (vedi www.valdimello.it). Questa volta sono i sassi a subire la peggior punizione, con del viscidissimo grasso di maiale spalmato per bene sugli appigli dei più bei boulder intorno al parcheggio.

Si parla di una vasta ed importantissima area che comprende i massi di Elettronvolt (quello del rinomato “Zero in Condotta”), lo Strapiombo dei Veronesi, la Grotta, Il Traverso degli incontri, il grande Sass de la Pulenta e tanti altri. Un’area ed un terreno di gioco sul quale, ricordiamo, ogni anno viene svolto il Melloblocco, il più grande raduno di bouldering europeo e grande richiamo per chi viene in valle a praticare questo tipo di scalata.

L’antefatto più evidente, ma si dice ci siano vecchie faide ancora non assopite tra proprietari dei terreni e le amministrazioni, è stato nel primo weekend di giugno. Tempo bello e fresco, una due giorni ideale che ha richiamato quasi cento boulderisti sui massi della valle. Troppa gente diceva qualcuno, mai visto così tanti climber far sassi a giugno, periodo in cui solitamente si fugge altrove. Comunque sempre gente rispettosa e propensa al dialogo, anche quando il pastore di turno si è presentato dicendo che di lì a poco sarebbe tornato a mungere le capre nel luogo dove stavano scalando. Poi non è chiaro cosa ha scatenato la reazione.

Il mattino dopo il Sass de la Pulenta, luogo dell’incontro, era infatti già stato imbrattato di grasso, alcuni storici passaggi segnati forse per sempre. Un singolo episodio, sembrava finita lì, ma poi la faccenda è proseguita e nel periodo successivo sono stati presi di mira anche gli altri massi della zona.
Nell’attesa di capire che tipo di opera riparatrice attuare (qualche misericordioso ha già provato a spazzolare il granito rovinato…), l’amministrazione locale ha visitato il luogo dell’accaduto e speriamo possa trovare in tempi rapidi una solida e duratura intesa con i proprietari dei terreni.

di Luca Maspes

CRONACHE MARZIANE

In una mattina di lucente luglio, Lù e Giò si trascinano stancamente su per le curve del sentiero per la Val di mello. Sono foresti. Ma è da tanto che ci pensano alla Valle. No, non sono mai andati al Melloblocco, maledezione. Ma forse è meglio così. Fuor dal traffico. In un giorno qualunque. Con tutti quei prati e quel granito sparso a piene e sapienti manciate da un gigante che (detto tra noi) dev’essere una specie di dio dei boulderisti… sì, quello era il momento giusto per prendersi la rivincita sull’abisso che separa il cemento della loro sub periferia-dormitorio dall’aria libera di quella valle delle meraviglie.

Sì, sono felici, convinti e tranquilli: quel blu-cielo che già intravedono e quel profumo di acqua che precipita annuncia una gran giornata. E non fanno che girar la testa all’intorno. sbirciano i primi sassi. spiano la grana della pietra. Proprio quella di cui hanno sentito tanto narrare. Quella che luccica. Quella con quei micro cristalli irriproducibili nel loro bunker metropolitano. E’ tempo: la Valle finalmente si dischiude ai loro occhi. Fanno finta di non aver fretta. Infatti non hanno alcuna fretta, e di tempo ne hanno da regalare… ma perché allora gli vien da correre sotto al primo masso? perché, incuranti del bel sentierone e del ponte che già intravedono, cercano un’impossibile guado per tagliare e raggiungere alle svelte il prato. Li attira come una calamita quell’oasi incastonata da quei magnifici problemi di granito.

Ma non c’è fretta per il cielo, appunto. E, come fanno i grandi gourmier, tergiversano. Si trattengono, prima di assaggiare quelle prelibatezze. Le dita già sono impazienti, ma loro le tengono a bada, come si fa con l’acquolina che ti assale davanti alla tua torta preferita. Pre-gustare, a volte, è ancor meglio che gustare. Sono in paradiso, completamente soli in paradiso. Così passano i minuti, lenti e belli, della scelta del masso giusto, quello di riscaldamento. Dispiegano gli attrezzi, aprono i crash pad, preparano le scarpette preferite e la polverina magica che dona aderenza. Intorno è solo silenzio, e quasi non si parlano, la testa in orbita per chissà quale dimensione, quale blocco.

Il piccolo infinito rito si ripete… un’occhiata al passaggio (che strana ‘sta roccia, pensa Lù), poi parte… Giò non fa neanche in tempo a stendere le braccia che se lo vede piombare addosso. “Cazzo! E’ scivolosa!”. “No, è stata spalmata con grasso di maiale…”. La voce si è materializzata alle loro spalle come per incanto. Giò e Lù si girano increduli, ma dal tono hanno già intuito che non si tratta di una burla. “Qualcuno ha fatto lo stesso trattamento su tantissimi altri passaggi… vi ho visti salire, volevo avvertirvi”, conferma lo sconosciuto.

E spiegazione non c’è. Altre parole non vengono. Come da bambini, quando si rimaneva con i pezzi del giocattolo preferito tra le mani… e si pensava che era proprio una cosa ingiusta, una cosa che poteva succedere solo in un mondo che non era il nostro. Ora non siamo più bambini… e in questo mondo ci siamo anche noi: è proprio il nostro, è quello reale.

di Vinicio Stefanello

Melloblocco 2006 www.melloblocco.it www.valdimello.it


Nelle foto: Melloblocco 2006 – ph Giulio Malfer.

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