Ulassai e l’arrampicata in fessura a Su Sussiu in Sardegna

Maurizio Oviglia presenta le ultime novità dell’arrampicata in Sardegna: quattro bellissime fessure e due vie di più tiri a Su Accara e Su Sussiu.

Mentre risalgo il ghiaione che porta alla parete, mi sforzo di immaginare quel giorno, forse lontano o forse non poi così tanto, in cui questa immensa montagna si è spaccata in due ed è rovinosamente caduta a valle. Quasi un’apocalisse, la terra sicuramente ha tremato ed il frastuono si dev’essere propagato in tutte le direzioni per centinaia di chilometri. L’intera parete è crollata frantumandosi in migliaia di blocchi, alcuni grandi come palazzi, mentre la parte destra si è fratturata per più di 100 metri di lunghezza, formando una gigantesca guglia alta 70 metri. Che però incredibilmente non è crollata come il resto, ma è rimasta in piedi, paurosamente inclinata come una grande Torre di Pisa di pietra. E così è, a memoria d’uomo…

Percorrendo la strada che dal piccolo paese di Ulassai, la Siurana sarda, porta al Santuario di Santa Barbara in molti avranno sicuramente notato la gigantesca frana ma, forse, solo gli arrampicatori, avranno notato la bella guglia vergine che sta alla sua destra. In molti avranno sicuramente pensato “un giorno andrò sin lassù a vedere” ma, probabilmente, il ripido pendio o qualche inquietante presagio deve averli scoraggiati… Così quando ho fermato la macchina sulla piazzola per osservare la parete, ed ho detto al mio compagno… aspetta, fammi vedere meglio… lui deve aver pensato come al solito “ecco qua, ha visto un’altra cosa, un’altra avventura sta per nascere…!” Nella tasca laterale dello sportello tengo sempre un binocolo a portata di mano, perché a volte ad occhio nudo non riesci a vedere ciò che nasconde la roccia. E’ così che è andata, è così che ho visto quelle incredibili tre fessure, rettilinee come colpi di spada, che solcavano parete sud della guglia. I miei compagni di cordata dicono che ho un fiuto eccezionale per le cose particolari, diciamo esotiche, che nessun’altro evidentemente riesce a vedere. Mi vogliono bene e mi fa certo piacere ricevere complimenti, naturalmente, ma penso che se sei un apritore con all’attivo quasi 40 anni di scalate, se non ti è venuto un buon fiuto, allora vuol dire solo che sei molto raffreddato!

Di ritorno, ho chiesto in paese se sapevano qualcosa di più di quella grande frana. Mi hanno riferito di una leggenda, che racconta che un uccellino si posò sulla spalla di un pastore, avvertendolo che stava per cadere “su sussiu”, che letteralmente significa “pietre frantumate”. Non è dato di sapere se il pastore si salvò o meno, né l’anno in cui avvenne questo grande crollo. Qualcuno parla di almeno 500 anni fa, ma nella tradizione orale di Ulassai non v’è traccia di questo evento… se non il nome con cui è conosciuta la guglia, Su Sussiu.

In questi due ultimi mesi, con il tenace “Nonno Erriu”, ormai 72enne e con nessuna intenzione di mollare, siamo tornati molte volte a Su Sussiu. Oltre alla prima salita assoluta della Guglia, con la bella e facile via di tre tiri “Infiniti spazi”, sono riuscito a salire solo con i friend due delle bellissime fessure della parete strapiombante della guglia. E, per ultimo, una multipitch di 5 tiri sulla parete strapiombante di Su Accara, generata dal crollo. Con queste vie, che vi presento, l’arrampicata ad Ulassai si sposta dal monotiro alle vie di più lunghezze sino ad arrivare alla crack climbing di pregio, come raramente si è vista su roccia calcarea. Ma restate sintonizzati, non è che l’inizio!

SU ACCARA
Incantos

110 m – 7a+ max (6b+ obbl)
Prima salita: Maurizio Oviglia e Fabio Erriu (aprile 2015)
Prima libera: Gianluca Piras e Maurizio Oviglia
Arrampicata continua e impegnativa su parete gialla e spesso strapiombante
Discesa con due doppie, la seconda per 60 m nel vuoto
Materiale: 12 rinvii e corde da 60m, casco

GUGLIA DI SU SUSSIU
Infiniti Spazi

80 m – 6a max (5c obbl)
Prima salita: Maurizio Oviglia e Fabio Erriu (26 febbraio 2015)
Arrampicata ricercata con un ultimo tiro e una discesa spettacolare
Discesa con una doppia di 55m nel vuoto
Materiale: 12 rinvii e corde da 60m, casco

Aikido

20 m – 6c+ (5.11c)
Prima salita: Maurizio Oviglia (marzo 2015)
Fessura strapiombante molto continua, ad incastro di pugno. In posto solo la sosta
Discesa in moulinette
Materiale: friend dallo 0,75 al 4. Triplicare il 3 ed il 4BD

Tai Chi
25 m – 7a (5.11d)
Prima salita: Maurizio Oviglia (marzo 2015)
Fessura strapiombante sempre più difficile ed impegnativa, ad incastro di pugno con uscita off width. In posto solo la sosta e un cordino su spuntone
Discesa in moulinette
Materiale: friend dallo 0,5 al 5. Triplicare il 3 ed il 4BD

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Note. La parete è esposta a sud e si trova ad una quota di 900 metri. E’ ideale per le mezze stagioni, ma si può arrampicare bene anche in una bella giornata di inverno. In estate la parete è in ombra la mattina presto o nel tardo pomeriggio
Avvicinamento: da Ulassai prendere la strada per Santa Barbara. Sulla destra si incontra una prima stradina, poi una seconda con cancello. Lasciare l’auto in uno spiazzo a sinistra, in corrispondenza di una terza. Percorrerla a piedi e dopo 5 minuti passare in una proprietà privata con discrezione. Alla fine della strada scavalcare una rete e percorrere un sentierino in diagonale in direzione della guglia. Si raggiunge così una vecchia carrareccia. Seguirla a sinistra per altri 5 minuti sino in corrispondenza di un gigantesco cubo di roccia a sinistra. Si risale allora la pietraia (omini) sino alla parete (25 minuti)

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